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La Cantina Buia del Nonno

Tutte le domeniche dalle ore 11,30 (su prenotazione) : 
Visita alle nostre cantine di Camino guidati dalla luce delle candele

Alla scoperta di leggende, riti e superstizioni contadine di questi luoghi, le cui ombre si allungano sugli strumenti di lavoro della vite, sino a specchiarsi nel vino stesso…

A seguire : Profondo Rosso
 Degustazione creativa dei nostri vini

Per chi vuol fare un tuffo nelle profondità del bicchiere alla scoperta dei misteri che il rosso nettare nasconde…
Una degustazione delle più tipiche tipologie vinicole del nostro territorio, presentate alla cieca.
Protagonisti saranno i partecipanti, con le loro esperienze e percezioni, che raccoglieremo durante la degustazione.


Prezzo a persona : 5,00 euro
Durata 1H30 (prenotazione obbligatoria ) 


Possibilità di prenotare il Pranzo con Menu Degustazione completo presso il nostro Ristorante

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Cantine Aperte sabato 30 e domenica 31 maggio

Vi attendiamo per l’edizione 2015 di “Cantine Aperte”, evento organizzato da Movimento Turismo del Vino

Turisti, curiosi ed enoappassionati sono invitati per vivere un’esperienza diversa : oltre alla possibilità di degustare i vini e di acquistarli direttamente in azienda, è possibile visitare le cantine per scoprire i segreti della vinificazione e dell’affinamento, passeggiare attraverso i nostri vigneti, soggiornare per l’intero week end presso il “Wine Resort Cà San Sebastiano”, partecipare alla cena con il vignaiolo o scegliere il percorso benessere.

A breve il programma dettagliato sarà disponibile.

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Visita alle antiche grotte di vinificazione

Passeggiata in collina alla scoperta delle antiche grotte  scavate dai vignaioli nel tufo

Itinerario a piedi, durata : circa 1 ora
Partenza: Cà San Sebastiano

Un recente lavoro di ricerca ha evidenziato nel Monferrato la presenza di insediamenti “scavati” nella terra, riconducibili a costruzioni e frequentazioni non ancora puntualmente databili ma utilizzate fino a periodi recenti, vale a dire fino alla metà del Novecento.
Nel bacino del Mediterraneo, grazie alle particolari condizioni climatiche e geo-morfologiche, l’insediamento ipogeo è largamente diffuso e documentato fin dall’antichità. In Italia numerosi riscontri si hanno soprattutto nelle regioni centro-meridionali, basti pensare ai Sassi di Matera, a Gravina in Puglia, alle abitazioni rupestri di Melfi, alle chiese ipogee di Torre del Greco, o alla Sardegna; mentre al nord, pur trattandosi di una tipologia presente in gran parte dell’arco alpino e prealpino come nel caso degli insediamenti dei monti Berici in provincia di Vicenza, raramente si registrano veri e propri complessi realizzati completamente dall’uomo e non solo forme di utilizzo di cavità esistenti, a volte chiuse verso l’esterno da muri in pietra o, più di recente, in mattoni.

Nel Comune di Camino, e più precisamente nelle proprietà della Fam. Vellano si trovano alcuni gruppi di case scavate nei declivi di depositi sabbio terrosi sedimentatisi nel Pliocene (5 – 2 milioni di anni addietro) a formare le colline a sud del Po, geologicamente appartenenti alle sabbie.
La denominazione “casa” appare appropriata, poiché non si tratta del solito “crutin” (cantinetta) di pertinenza a moltissime abitazioni piemontesi in cui l’edificio si prolungava sottoterra in piccoli ambienti, destinati perlopiù alla conservazione della parte migliore della produzione vinicola d’annata; e neppure si tratta dei vani scavati nel fianco della collina, adiacente alla cascina, utilizzati per il ricovero dei carri e degli attrezzi durante la cattiva stagione.
Gli ambienti isolati, o concatenati da una serie di passaggi interni, ricavati nei sabbioni a terra bianca delle colline di Camino, sono delle vere e proprie case: delle abitazioni, in cui sono riconoscibili ambienti deputati alla cottura e consumazione dei cibi: la cucina; ambienti per il riposo: la camera da letto; la sala di soggiorno, dalle caratterizzanti decorazioni parietali; i rustici con stalla, le stie per il pollame, i conigli; le cisterne per la raccolta delle acque meteoriche; i focolari esterni, ecc….
La Famiglia Vellano sta lavorando al recupero di tali documenti volumetrici che conservano il fascino assoluto di un’epoca di storica sopravvivenza identificabile probabilmente tra il Settecento e la metà del Novecento, periodo in cui vennero poi definitivamente abbandonate. Si tratta di un arco di tempo denso di difficoltà per le popolazioni piemontesi che culmina, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, con un accentuato aumento demografico, concomitante ad una produzione agricola insufficiente a sfamare tutta la popolazione, non ancora inurbata nelle nascenti città industriali. Tale periodo, così privo di mezzi di sussistenza, rese ambiti, come abitazioni, anche i cavi creati in origine, con molta probabilità, per altri scopi quali il ricovero degli attrezzi per la lavorazione delle vigne.
Queste grotte sono di proprietà della famiglia Vellano da generazioni e sono state abbandonate negli anni sessanta.


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