Il Monferrato degli Infernot

Il Monferrato vanta parecchie caratteristiche che lo rendono un territorio unico. In particolare, nel Basso Monferrato – corrispondente in massima parte con il Monferrato casalese – si può notare come la maggior parte delle vecchie cascine sono costruite con grossi blocchi di una pietra che si trova solo qui: la cosiddetta “Pietra da Cantoni”, dal nome dei blocchi squadrati usati per le opere in muratura, chiamati appunto “cantoni” dal dialetto “cantun”.

Variano dal giallo a diverse tonalità di grigio fino al bianco, secondo la zona di provenienza, e sono il risultato del sedimentarsi, nel corso di milioni di anni, sul fondo del mare che un tempo ricopriva le colline monferrine, di un impasto di sabbia, limo e organismi come crostacei e conchiglie. E’ infatti piuttosto comune trovare, sulla superficie dei cantoni, fossili ottimamente conservati delle creature che abitavano questo mare preistorico. Un dettaglio che conferisce un tocco esotico, e misterioso, all’architettura monferrina.

I monferrini sfruttarono le caratteristiche della Pietra da Cantoni anche in un altro modo ingegnoso. Presero a scavare nella roccia viva, ricavandovi cantine sotterranee dove conservare le bottiglie migliori o le vivande durante l’estate, sfruttandone le naturale frescura. Nacquero così gli Infernot.

In alcuni casi si tratta di autentiche opere d’arte, con nicchie scolpite, colonne, capitelli e addirittura tavoli interi ricavati da un unico blocco. Tesori nascosti di un antico sapere popolare.